Andrew Vianello trasforma le automobili in sculture per gli interni

Le automobili possono essere oggetti da collezione anche senza occupare un garage. Andrew Vianello ne osserva le linee, le proporzioni e le trasforma in sculture, realizzate a mano con filo metallico, pensate per entrare negli spazi che abitiamo come elementi di design. Un linguaggio che mette insieme cultura automobilistica, artigianato e interior design.

 

Andrew Vianello trasforma le automobili in sculture per gli interni

Andrew Vianello trasforma le automobili in sculture per gli interni

 

A maggio, durante “Milano Portofino 26”, Andrew Vianello ha portato questo modo di interpretare l’automobile a Santa Margherita Ligure con “L’Eleganza in Movimento”, ospitata negli spazi di Fusi Living. Il 9 e 10 maggio sono state presentate nuove sculture di automobili bidimensionali e tridimensionali realizzate in filo di metallo nero, colorato o bronzo.

Più che raccontare semplicemente un evento, quell’appuntamento permette oggi di osservare un fenomeno interessante: l’auto non viene più celebrata soltanto attraverso il possesso, la guida o il collezionismo tradizionale. L’automobile secondo Vianello può diventare anche un oggetto capace di raccontare una passione all’interno di uno spazio abitato.

Le automobili di Andrew Vianello entrano nell’interior design

Una Ferrari, una Porsche, una vettura classica italiana o un modello legato a un ricordo personale possono essere riconoscibili non attraverso la carrozzeria, il motore o l’abitacolo. A volte bastano la linea del tetto, la forma dei parafanghi o un particolare dettaglio del cofano.

È proprio su questa capacità di sintesi che lavora Andrew Vianello. Le sue automobili sono costruite attraverso un filo metallico che definisce il profilo della vettura lasciando vuoto tutto ciò che normalmente associamo a un’automobile.

Il risultato non cerca di sostituire un modellino in scala né di riprodurre con fedeltà ogni dettaglio. La vettura viene ridotta agli elementi necessari per conservarne l’identità visiva.

È anche per questo che queste opere riescono a trovare posto nell’interior design. Non hanno bisogno di essere interpretate soltanto come oggetti automobilistici: diventano sculture che dialogano con mobili, superfici, illuminazione e architettura degli spazi.

Andrew Vianello con il suo lavoro, all’interno del progetto Profilo dedicato alle automobili, aveva già mostrato questa direzione con la KM/h Cars Collection, nata attorno all’idea di trasformare le vetture in sculture tridimensionali in filo metallico. Il progetto aveva trovato spazio anche a Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi, contribuendo alla diffusione internazionale del lavoro di Vianello.

A Santa Margherita Ligure le sculture di Andrew Vianello entrano nel mondo dell’interior design

Il contesto scelto per “L’Eleganza in Movimento” aiuta a comprendere l’evoluzione del progetto.

Le opere non sono state mostrate all’interno di un salone dell’automobile o di una manifestazione dedicata esclusivamente alle vetture storiche. Sono arrivate invece da Fusi Living, design store di Santa Margherita Ligure, durante Milano Portofino 26.

È un dettaglio importante, perché cambia il modo in cui si osservano le sculture.

Inserita in un ambiente legato all’arredamento, l’automobile perde la sua funzione meccanica e resta la forma. Il visitatore non è chiamato a confrontare cilindrate, prestazioni o periodi di produzione, ma può concentrarsi sulle proporzioni e sull’impatto grafico della vettura.

Le nuove opere presentate da Andrew Vianello comprendevano sia interpretazioni bidimensionali sia tridimensionali, mostrando come lo stesso soggetto possa essere trattato quasi come un disegno sospeso oppure acquistare volume nello spazio.

In entrambi i casi il filo metallico diventa il mezzo attraverso cui l’automobile viene separata dalla strada e riportata alla sua essenza estetica.

Il filo metallico riproduce le linee che rendono riconoscibile un’auto

Il design automobilistico ha sempre avuto un rapporto particolare con il disegno.

Prima che esista una carrozzeria, un’automobile nasce attraverso schizzi, proporzioni e linee. Il lavoro di Profilo sembra percorrere il processo nella direzione opposta: parte dalla vettura completa e la riporta nuovamente a un insieme di segni.

Il filo metallico nero crea un effetto quasi grafico. Quello colorato permette invece di avvicinare maggiormente l’opera alla personalità dell’automobile originale, mentre il bronzo introduce una presenza materica diversa.

Non è necessario riempire tutte le superfici. Anzi, il vuoto diventa una parte importante della composizione.

L’occhio completa ciò che manca.

Una linea curva può suggerire un passaruota, pochi segmenti possono descrivere un parabrezza e una variazione delle proporzioni può essere sufficiente per distinguere una sportiva da una grande granturismo.

È un modo di rappresentare l’automobile particolarmente adatto ai modelli che nel corso degli anni hanno costruito una forte identità estetica. Le vetture d’epoca, le supercar e le auto di lusso citate dal progetto funzionano proprio perché possiedono caratteristiche visive che possono essere riconosciute anche quando vengono semplificate.

Da una fotografia può nascere la scultura della propria automobile

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Andrew Vianello è la possibilità di andare oltre i modelli più conosciuti.

Non è necessario scegliere una Ferrari, una Porsche o una vettura diventata iconica nella storia dell’automobile. Profilo realizza anche opere personalizzate partendo dal modello indicato dal cliente oppure da alcune fotografie dell’auto.

Questo cambia profondamente il valore dell’oggetto.

Per un collezionista può significare portare in casa una riproduzione della vettura custodita in garage. Per un appassionato può diventare il modo per conservare il ricordo di un’auto venduta anni prima. In altri casi può semplicemente rappresentare il modello sognato da sempre.

Accanto alle realizzazioni personalizzate sono disponibili anche best seller in edizione illimitata.

Si creano così due mondi diversi del progetto: da una parte l’oggetto strettamente personale, dall’altra una scultura dedicata a una vettura riconoscibile e condivisa dalla cultura automobilistica.

È probabilmente questa combinazione tra automobile e memoria a rendere il progetto più interessante di una semplice riproduzione decorativa.

Il passato da scenografo introduce il modo di lavorare di Andrew Vianello

Prima di fondare Profilo, Andrew Vianello ha lavorato come scenografo e successivamente come designer, realizzando set per spot pubblicitari e installazioni e collaborando con studi di design tra Milano e Parigi.

È una formazione che aiuta a leggere le sue opere.

Uno scenografo deve comprendere come un oggetto cambia quando viene inserito nello spazio e come luci, volumi e punti di osservazione possono modificarne la percezione. Le sculture automobilistiche di Profilo conservano qualcosa di questa impostazione.

Non sono pensate soltanto per essere osservate frontalmente.

Nelle versioni tridimensionali le linee cambiano rapporto mentre ci si sposta attorno all’opera, facendo comparire e scomparire parti della silhouette. L’automobile diventa quindi una presenza che cambia a seconda della posizione di chi la guarda.

Profilo è stato fondato nel 2015 e inizialmente il linguaggio del filo metallico è stato utilizzato per trasformare profili di persone in opere scultoree. Con il tempo lo stesso principio è stato applicato anche ad animali, automobili, motociclette, barche e altri soggetti.

L’auto, però, offre una possibilità particolare: il profilo non identifica soltanto un oggetto, ma spesso anche un periodo storico e un preciso modo di intendere il design.

Profilo ha portato le sculture di Andrew Vianello da Parigi ai concept store internazionali

Il rapporto tra le opere di Andrew Vianello e il mondo dell’interior design non nasce con l’appuntamento di Santa Margherita Ligure.

Profilo ha sviluppato negli anni una presenza internazionale che passa attraverso luoghi legati al design e al lusso. Il marchio ha sedi a Venezia, Milano e Parigi ed è stato distribuito da department store e concept store internazionali.

Tra le esperienze più significative c’è Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi, dove Profilo è stato accolto con un pop-up dedicato ed è poi tornato per sei edizioni. Il marchio è inoltre presente su Artemest ed è stato scelto da concept store da New York a Tokyo, passando per Capri, Genova, Zurigo e la stessa Santa Margherita Ligure.

Nel percorso di Profilo sono entrate anche collaborazioni con nomi della moda e del lusso come René Caovilla, Dior ed Hermès, oltre alla realizzazione di progetti speciali e gift per eventi.

È una collocazione coerente con il lavoro sulle automobili: il punto non è riprodurre semplicemente una macchina, ma trasformarne il profilo in un oggetto capace di vivere in contesti diversi da quello originario.

 

Andrew Vianello trasforma le automobili in sculture per gli interni

Andrew Vianello trasforma le automobili in sculture per gli interni

 

Le sculture di Andrew Vianello portano la passione per l’automobile fuori dal garage

Il successo delle auto da collezione di Profilo  dimostra da tempo quanto una vettura possa superare la sua funzione di mezzo di trasporto. Alcuni modelli vengono conservati, restaurati e osservati quasi quanto vengono guidati.

Andrew Vianello porta questa idea su una scala completamente diversa.

Non serve possedere uno spazio espositivo o un garage dedicato. Una silhouette può essere sufficiente per trasferire nell’ambiente domestico ciò che rende speciale un’automobile.

“L’Eleganza in Movimento” ha mostrato proprio questo passaggio. La presenza delle opere all’interno di Fusi Living ha messo in relazione il disegno delle automobili con mobili e oggetti destinati alla casa, trasformando il tema automotive in una componente dell’interior design.

Ed è forse qui che il lavoro di Andrew Vianello trova la sua interpretazione più interessante.

L’automobile non viene imitata, miniaturizzata o semplicemente celebrata. Viene privata di quasi tutto fino a lasciare soltanto ciò che serve per riconoscerla.

Rimane un profilo.

E a volte quel profilo è sufficiente per riportare alla memoria un’intera automobile.