Alpine A110, sessant’anni di gloria raccontati a Rétromobile 2026
ALPINE, UNE HISTOIRE EN OR non è soltanto un titolo evocativo, ma una sintesi perfetta di ciò che la Casa di Dieppe porta in scena a Rétromobile 2026. Un racconto che intreccia tecnica, sport e memoria, con la berlinetta A110 al centro di una narrazione che attraversa oltre sessant’anni di storia automobilistica francese. L’appuntamento parigino diventa così il luogo ideale per salutare un mito, nel momento stesso in cui la sua produzione si avvia alla conclusione, e per ribadire il peso culturale di Alpine nel panorama delle auto storiche.

Alpine 1600SX
Alpine Rétromobile 2026, il cuore della storia batte a Dieppe
Al Rétromobile 2026 lo stand Alpine è concepito come un percorso cronologico, dominato dalla berlinetta A110 e costruito attorno all’ultima evoluzione contemporanea, la A110 R Ultime. Attorno a lei, Alpine ripercorre l’avventura iniziata nel 1962, quando Jean Rédélé trasformò una visione sportiva in un marchio capace di unire leggerezza, efficienza e carattere.
Il contesto è quello di un addio annunciato. Le nuove normative di sicurezza europee segnano la fine del ciclo produttivo dell’A110 così come l’abbiamo conosciuta. Ma qui Alpine sceglie di parlare di eredità, utilizzando Rétromobile 2026 come palcoscenico per mettere in relazione passato e presente.
L’A110 del 1977, quando la storia diventa materia
Tra le vetture esposte, una presenza assume un valore quasi simbolico: l’ultima Alpine A110 uscita dalla fabbrica di Dieppe nel 1977. Si tratta di una 1600 SX, rifinita in un elegante verde chiaro, prodotta in appena 133 esemplari in quell’ultimo anno di carriera. Una cifra che racconta, meglio di qualsiasi slogan, la natura artigianale e selettiva della berlinetta.
Dal punto di vista stilistico, questa versione finale introduce modifiche misurate ma significative. Scompaiono le prese d’aria sotto i proiettori anteriori, mentre compaiono nuovi cerchi a vela piena, attraversati da quattro sottili fenditure. Il motore resta fedele alla filosofia Alpine, un quattro cilindri da 1647 cm³, capace di 95 cavalli, più che sufficienti per esaltare un telaio leggero e reattivo. È la dimostrazione di come, nella storia Alpine, l’equilibrio abbia sempre contato più della pura potenza.
La 1800 S, Alpine e la conquista del mondo
Accanto alla 1600 SX, Alpine espone una A110 1800 S, versione che incarna il momento di massimo splendore sportivo del marchio. All’inizio degli anni Settanta, l’escalation delle prestazioni nei rally impone un salto tecnico. La cilindrata cresce fino a 1,8 litri, partendo dal basamento della Renault 16 TX, e nelle configurazioni più estreme la potenza sfiora i 200 cavalli.
Queste berlinette non sono semplici evoluzioni meccaniche, diventano strumenti di dominio sportivo. Nel 1973, Alpine-Renault entra nella storia conquistando il primo Campionato del Mondo Rally ufficiale. Una stagione leggendaria, costruita sotto la direzione di Jacques Cheinisse e affidata a una squadra di piloti che oggi appartiene al mito: Jean-Luc Thérier, Jean-Pierre Nicolas, Bernard Darniche e Jean-Claude Andruet.

Alpine-Renault A110 1800. Thérier-Jaubert.
Su tredici prove iridate, Alpine ne vince sei. Al Rallye Monte-Carlo, le berlinette blu monopolizzano il podio, offrendo una delle immagini più iconiche del motorsport europeo. È in quel momento che Alpine smette di essere solo un costruttore brillante e diventa un simbolo nazionale.
Alpine auto storiche, una filosofia prima che un marchio
Parlare di Alpine come auto storiche significa parlare di una filosofia precisa. Fin dalle origini, la Casa di Dieppe ha costruito la propria identità su tre pilastri: leggerezza, precisione e coinvolgimento del pilota. La A110 nasce per dialogare con la strada e con chi la guida.
A Rétromobile, questo messaggio emerge con chiarezza. La presenza simultanea di modelli stradali e da competizione dimostra come Alpine abbia sempre mantenuto una coerenza tecnica rara. Le soluzioni sviluppate sui modelli rally trovavano rapidamente applicazione sulle versioni di serie, in un continuo scambio tra pista e strada che anticipava concetti oggi considerati imprescindibili.
Dal passato al presente, il filo diretto con la A110 R Ultime
La A110 R Ultime non è un esercizio nostalgico, ma una dichiarazione d’intenti. È l’ultima evoluzione di una linea iniziata oltre mezzo secolo fa, di cui conserva lo spirito senza forzature stilistiche. Il dialogo con la 1600 SX del 1977 è evidente, stessa attenzione al peso, stessa ricerca di purezza, stessa centralità del piacere di guida.

In questo senso, Alpine al Rétromobile 2026 non celebra solo ciò che è stato, ma chiarisce cosa Alpine vuole continuare a rappresentare. Nonostante oggi il marchio guardi a nuove tecnologie e a una mobilità diversa, la memoria della berlinetta resta il riferimento culturale e tecnico.
Rétromobile 2026 come manifesto culturale
All’interno di Rétromobile 2026, Alpine riesce a distinguersi evitando l’effetto museo statico. Lo stand è pensato come un racconto fluido, dove ogni vettura è un capitolo e non un reperto isolato. La A110 non viene celebrata come oggetto da collezione fine a sé stesso, ma come risultato di scelte progettuali coraggiose e coerenti.
È qui che il titolo Une Histoire en Or trova la sua piena giustificazione. Oro non come lusso ostentato, ma come valore sportivo, tecnico e umano. Un’eredità costruita su vittorie, intuizioni e su una visione dell’automobile che mette al centro l’emozione.

Alpine, un addio che assomiglia a una promessa
La fine della produzione della A110 non segna la chiusura di un capitolo, bensì la sua trasformazione. A Rétromobile, Alpine dimostra di saper guardare al futuro senza rinnegare il proprio passato. La berlinetta, nelle sue forme storiche e moderne, resta il cuore pulsante di un’identità che continua a evolversi.
In questo equilibrio tra memoria e visione, Alpine al Rétromobile 2026 diventa molto più di una semplice presenza fieristica. È un manifesto, un passaggio di testimone, e la conferma che alcune storie, quando sono scritte bene, non finiscono mai.






