Marco Bezzecchi sul Qatar: «Mi fido dell’organizzazione»
Il pilota Aprilia affida agli organizzatori le valutazioni sulla trasferta a Lusail. Intanto il GP della Malesia mette in palio punti preziosi per la rincorsa a Marc Márquez: «Cinquanta punti sono cinquanta punti. Non sono zero».

Marco Bezzecchi sul Qatar: «Mi fido dell’organizzazione»
Marco Bezzecchi si affida all’organizzazione della MotoGP sulla questione Qatar, mentre sul Mondiale preferisce parlare con la concretezza dei numeri. Nella conferenza stampa del GP della Malesia 2026 a Sepang, il pilota Aprilia affronta i due temi senza sbilanciarsi: le valutazioni sulla trasferta spettano a chi organizza il campionato, recuperare i 50 punti che lo separano da Marc Márquez richiede invece competitività in ogni sessione.
Accanto a lui, il leader della classifica descrive un finale di stagione da affrontare prendendosi dei rischi. Prima del Qatar, però, c’è Sepang: un weekend in cui Bezzecchi vuole tenere aperta la propria candidatura al titolo, senza trasformare il buon risultato dei test invernali in una promessa.
Sul Qatar Bezzecchi si affida agli organizzatori
La domanda rivolta ai due piloti riguarda le garanzie richieste alla MotoGP prima di affrontare la trasferta in Qatar, dopo i confronti avvenuti all’interno della griglia. Márquez chiude rapidamente l’argomento: «Non possiamo dire nulla».
Bezzecchi spiega la propria posizione: «Alla fine mi fido dell’organizzazione. La loro decisione sarà sicuramente presa tenendo conto di molti aspetti». Poi aggiunge che quella conferenza stampa non è la sede in cui discutere della questione.
Le sue parole esprimono fiducia nel processo decisionale degli organizzatori. Non contengono una valutazione sulle condizioni di sicurezza né anticipano una decisione ufficiale sulla gara.
Il GP del Qatar 2026, inizialmente previsto ad aprile, è stato riprogrammato per il weekend del 6–8 novembre a causa della situazione geopolitica in Medio Oriente. Al 29 ottobre, l’appuntamento di Lusail risulta nel calendario ufficiale MotoGP: è questo il programma pubblicato, al quale andranno riferite eventuali successive comunicazioni degli organizzatori.
«Cinquanta punti non sono zero»: Bezzecchi misura la rincorsa
Quando la conversazione passa al campionato, Bezzecchi entra nel dettaglio. Il distacco da Márquez pesa, soprattutto con il calendario che offre sempre meno occasioni per recuperare.
«È chiaro che, se voglio provare a restare nella lotta finché la matematica me ne dà la possibilità, è meglio cercare di non perdere molti punti», osserva il romagnolo. La difficoltà è anche nella velocità degli avversari: cita Marc, ma ricorda subito che nella corsa al titolo c’è anche Jorge Martín.
Il passaggio più netto riguarda le parole di Davide Tardozzi. Il team manager Ducati, come ricordato durante la conferenza, lo considera ancora capace di vincere le gare rimaste e recuperare terreno. Bezzecchi apprezza la stima, ma ridimensiona l’ottimismo: «Cinquanta punti sono cinquanta punti. Non sono zero».
Riconosce che nelle corse possa succedere di tutto, poi riporta il discorso sul proprio lavoro: «Non mi sto lamentando. Voglio soltanto fare del mio meglio».
È qui che emerge il tono della sua vigilia. La possibilità di giocarsi il Mondiale resta una motivazione, ma ogni ambizione deve passare dalle prestazioni del weekend. Per Bezzecchi, Sepang significa soprattutto trovare velocità fin dalle prime sessioni e costruire le condizioni per lottare per le posizioni che contano.
Márquez alza la posta: «È il momento di rischiare»
Marc Márquez affronta il GP della Malesia da leader del campionato, con dieci punti di margine su Martín. Alla domanda su quanto questa posizione lo aiuti psicologicamente, risponde con una sola parola: «Zero».
La spiegazione chiarisce il senso della risposta: la mentalità resta quella di dare il massimo, indipendentemente dalla posizione in classifica. «Siamo in un momento della stagione in cui è il momento di rischiare, come ho fatto in Australia», afferma lo spagnolo.
Nella conferenza entra anche il possibile ruolo di Álex Márquez a Sepang. Alla domanda su un eventuale aiuto del fratello nella sfida contro le Aprilia, Marc risponde: «A volte tra fratelli non è necessario parlare». Precisa poi che entrambi proveranno a vincere.
Una frase che lascia spazio alle letture sulle dinamiche di gara, senza descrivere un accordo concreto. Per Bezzecchi, il compito resta guadagnare punti in un confronto che comprende più protagonisti e nel quale anche i risultati degli altri possono incidere sulla rincorsa.
A Sepang i test non bastano a fare una promessa
Il secondo tempo ottenuto da Bezzecchi nei test di febbraio, ricordato durante la conferenza, offre un motivo per guardare con interesse al weekend dell’Aprilia. Il pilota, però, invita alla prudenza.
Anche nella precedente stagione le sensazioni della preparazione invernale erano state migliori rispetto a quelle del Gran Premio. Per questo evita di fissare aspettative troppo alte: vuole salire sulla moto e capire come si sentirà nelle condizioni del weekend.
«I test sono sempre test e il fine settimana di gara è un’altra storia», sottolinea. La priorità è cominciare bene, valutare la RS-GP e lavorare sulla competitività sessione dopo sessione.
C’è infine Martín, autorizzato a prendere parte alle FP1 dopo il controllo medico. Bezzecchi è contento di ritrovarlo e comprende la decisione di provare a correre: nella stessa situazione, spiega, anche lui avrebbe tentato. Sulla velocità del compagno di squadra ha pochi dubbi, a condizione che le sensazioni fisiche siano buone.
La conferenza lascia così una direzione precisa per il weekend di Marco Bezzecchi a Sepang. Sul Qatar attende le valutazioni degli organizzatori; in Malesia cerca risposte dalla pista. I cinquanta punti restano il numero da ridurre, una sessione e una gara alla volta.






