Eugenio Amos: la passione per l’auto e un sogno chiamato Dakar

La 46ª edizione della Parigi-Dakar, la quinta che si svolge tra i deserti dell’Arabia Saudita, vede lottare per la vittoria assoluta un equipaggio tutto tricolore composto da Eugenio Amos e, alle note, Paolo Ceci. Iscritto nella categoria Ultimate al volante del pick-up Toyota Hilux T1, Eugenio Amos l’imprenditore varesino ha fatto delle quattro ruote la sua ragione di vita tanto da fondare Automobili Amos. Non solo, nelle sue vene scorre il sacro fuoco del Motorsport oltre a nutrire una passione viscerale per il rally raid più famoso, spettacolare e pericoloso del mondo conosciuto con il nome di Parigi-Dakar.
 

Amos e Ceci 46ª edizione Parigi Dakar

Amos e Ceci al via della 46ª edizione della Dakar

 

Eugenio Amos le auto una tradizione di famiglia

Un amore, quello per le automobili, che è radicato nella famiglia Amos da diverse generazioni. Il suo bisnonno Hermann nell’ormai lontano 1926 fondò la Usag, da molti definita la “Ferrari” degli utensili meccanici. La passione si è quindi tramandata di generazione in generazione fino a giungere ad Eugenio Amos, il quale ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo delle competizioni fin da giovanissimo. Inizialmente nei campionati Gran Turismo, partecipando anche alla 24 Ore di Le Mans e di Spa-Francorchamps, per poi passare, a partire dal 2016, alla specialità Cross-Country vero e proprio trampolino di lancio verso il sogno chiamato Parigi-Dakar.
 

Eugenio Amos: la passione per l’auto e la Delta Futurista

La Delta Futurista realizzata da Automobili Amos

 

Automobili Amos e i restomod della Lancia Delta

Oltre ad essere un pilota, la passione verso le quattro ruote ha spinto Eugenio Amos ad aprire, assieme al designer Carlo Borromeo, Automobili Amos. Non una semplice officina, bensì un vero e proprio atelier dove design, arte e moda si fondono rendendo l’auto una vera e propria opera d’arte. Il primo progetto, nato dall’iconica Lancia Delta HF Integrale, è la Delta Futurista. Più che un restomod, la vettura è una vera e propria supercar che, sotto le forme di una Youngtimer, nasconde tecnologie e materiali del nuovo millennio. Il passo successivo, e doveroso, è stato quello di omaggiare direttamente l’auto da rally creando la Delta Safarista. Realizzata in soli dieci esemplari, l’ultima nata di Automobili Amos è un’auto pura, analogica ed essenziale come solo una vettura da gara sa esserlo.

L’amore per la Prigi-Dakar e la voglia di riannodare il filo con il passato

Scherzando Eugenio Amos ha detto: “Forse in una vita precedente ero un cammello”. Concetto che sintetizza alla perfezione il suo amore per i deserti e l’avventura che solo la Parigi-Dakar riesce a trasmettergli. Il fascino per le dune deve scorrere nel sangue in casa Amos, visto che il padre di Eugenio, Hermann Ricardo Amos, ha disputato diverse edizioni dell’iconica Parigi-Dakar negli anni ottanta, di cui anche una con un camion. È stato più che naturale per l’imprenditore  varesino ripercorrere le orme paterne prendendo il via, nel 2016, al suo primo Rally Dakar. Anche se la sabbia del Sudamerica aveva preso il posto di quella del Kenya, Amos al volante del Polaris di categoria ATV era riuscito a chiudere al sessantaduesimo posto assoluto.
 

Eugenio Amos: alla Parigi Dakar del 2016

La prima Dakar di Eugenio Amos in Sudamerica nel 2016 al volante del Polaris di classe ATV

 

Dakar: la storia continua

Stregato dalla magia della Dakar, Amos ci ha riprovato poi nel 2018. Ma questa volta, nonostante stabilmente tra i primi dieci piloti più veloci, un guasto alla frizione del suo Buggy 2WD l’ha costretto al ritiro. Anche con il trasloco in Arabia Saudita, il fascino della Dakar è rimasto intatto tanto che Amos decide di ritentare l’impresa nel 2022, ma questa volta è il Covid-19 a bloccare ogni sua velleità. È risaputo la pazienza è la virtù dei forti e il varesino, in coppia con Ceci, decide di sfruttare il 2023 per preparare minuziosamente il suo nuovo assalto al rally raid più famoso del mondo.
 

Eugenio Amos: la passione per l’auto e la Parigi Dakar

Eugenio Amos: la passione per l’auto e un sogno chiamato Dakar

 

Il Marocco come banco di prova per la Dakar

L’equipaggio tricolore decide quindi di prendere parte al Mondiale Rally-Raid con il pick-up Toyota Hilux gestito dal team Overdrive Racing. E nel Rally del Marocco, ultimo appuntamento stagionale nonché prova generale in vista della Dakar, Amos e Ceci ottengono un fantastico quinto posto assoluto. Un risultato notevole considerando che gli italiani sono riusciti a mettersi alle spalle piloti del calibro di Stéphane Peterhansel, soprannominato “Monsieur Dakar” per le sue quattordici affermazioni tra auto e moto, Sebastien Loeb, nove volte iridato nel Mondiale Rally, e Nasser Al-Attiyah vincitore delle ultime due edizioni della Dakar proprio al volante del Toyota Hilux.

Il successo in Kenya e lo slancio definitivo

Eugenio Amos e Ceci East Africa Safari Classic Porsche 911

Amos e Ceci hanno affrontato l’East Africa Safari Classic, al volante della Porsche 911.

Nulla è stato lasciato al caso in vista della Dakar. Nei rally raid è di fondamentale importanza l’affiatamento tra pilota e navigatore. Così Amos e Ceci hanno affrontato l’East Africa Safari Classic, competizione organizzata in Kenya riservata alle auto da rally costruite prima del 1986. Al volante della Porsche 911, allestita dal team inglese Tuthill, la coppia italiana ha sbaragliato la concorrenza vincendo con un vantaggio di oltre dieci minuti sui diretti avversari. Un successo che ha riportato il tricolore sul gradino più alto del podio che mancava in Kenya dal 1989, anno del trionfo Lancia con Miki Biasion e Tiziano Siviero.
 

 

Dakar: sognando la top 10 con il Toyota Hilux T1

Arriviamo dunque al via della 46ª edizione della Dakar. Amos e Ceci sono gli unici piloti italiani che possono puntare alla vittoria assoluta guidando il pick-up Toyota Hilux T1. Il costruttore nipponico ha ulteriormente evoluto il mezzo con cui ha dominato le ultime due edizioni della Dakar portando il suo V6 3.5 litri biturbo, alimentato con carburanti sostenibili al 70%, a 359 CV e 620 Nm di coppia massima per aggredire al meglio le dune. Nel deserto più che la potenza occorre l’affidabilità, per questo in Toyota hanno evoluto gli ammortizzatori e rivisto la stabilità complessiva del mezzo. A supportare gli italiani sarà il team Overdrive Racing, struttura belga che può vantare una vasta esperienza nella Dakar. Con questi presupposti l’obiettivo, come dichiarato dallo stesso Amos, è la top 10 assoluta. Missione decisamente alla portata, visto che dopo la temibile tappa no stop di 48 ore l’equipaggio occupa la diciannovesima posizione in classifica generale.
 

Eugenio Amos Parigi Dakar

Amos e Ceci al via della 46ª edizione della Dakar

 

Dakar punto di partenza per l’obiettivo mondiale

Non solo il sogno di raggiungere l’agognato traguardo sulle sponde del Mar Rosso di Yanbu, la Dakar segnerà l’inizio di una nuova avventura per Amos. Infatti il pilota varesino classe ‘85, sempre in coppia con Ceci, prenderà parte al FIA Raid Rally World Championship di cui la Dakar è proprio la prima prova stagionale. Il Mondiale Rally-Raid 2024 si articolerà su cinque eventi che vedranno l’equipaggio tricolore affrontare il deserto di Abu Dhabi, i duri sterrati Portoghesi e Argentini e, infine, le dune del Marocco.