180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Entrare nello stabilimento di Fratelli Branca Distillerie in via Resegone, a Milano, significa attraversare 180 anni di storia italiana. Nel cortile si respira ancora l’aria di una fabbrica ottocentesca, con la ciminiera colorata che svetta sopra i tetti industriali, mentre all’interno l’aroma di erbe e spezie avvolge tutto: è il profumo del Fernet-Branca, dell’amaro italiano che ha fatto il giro del mondo.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Il 180° anniversario Branca è l’occasione perfetta per raccontare un viaggio che parte dalla Milano dell’800 e arriva fino al World Amaro Day, la giornata che oggi celebra la cultura dell’amaro come uno dei simboli più autentici del saper fare italiano.
Dallo speziale Bernardino Branca alla nascita di un mito
La storia comincia nel 1845, quando Bernardino Branca, speziale autodidatta, mette a punto una ricetta a base di erbe e spezie che diventerà famosa in tutto il mondo: il Fernet-Branca. Intorno a quella formula segreta nasce la società Fratelli Branca, con il primo stabilimento in corso di Porta Nuova a Milano, portata avanti insieme ai figli Giuseppe, Luigi e Stefano.

Bernardino Branca
È un’epoca in cui gli amari nascono nelle farmacie e nelle botteghe come preparati “curativi”. Fernet-Branca non fa eccezione: il prodotto viene inizialmente venduto come rimedio per i disturbi digestivi e circola tra studi medici, drogherie e piccoli esercizi cittadini. Ma qualcosa, in quel liquido scuro e amarissimo, ha un potenziale diverso: il gusto, la forza comunicativa del nome, la capacità di parlare a un pubblico sempre più ampio.
In pochi decenni il marchio si consolida, si sposta nel nuovo stabilimento di via Resegone e comincia a pensare su scala internazionale. L’amaro italiano non è più solo “cura”: diventa abitudine, rito, momento sociale.
“Novare Serbando”: innovare senza tradire le radici
Se c’è un filo rosso che lega i 180 anni Branca, è il motto aziendale: “Novare Serbando”. Innovare, sì, ma senza mai dimenticare ciò che si custodisce. Un principio che vale per la ricetta del Fernet, per i metodi produttivi, per il modo di comunicare il brand.
La ricetta originale resta immutata: le botaniche arrivano da tutto il mondo, vengono selezionate, pestate, infuse, lasciate riposare in grandi botti di rovere per mesi, in alcuni casi anni. Lo stabilimento milanese è ancora oggi un luogo dove la produzione conserva tempi lenti e rituali quasi artigianali, nonostante l’evoluzione tecnologica.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
“Serbare” significa anche difendere una certa idea di cultura dell’amaro: non un prodotto da mass market indistinto, ma un patrimonio identitario, legato a uno stile di consumo consapevole e a una storia che attraversa le generazioni. “Novare”, invece, vuol dire aprirsi al mondo, dialogare con la mixology contemporanea, sostenere nuove forme di racconto e arrivare a celebrare questo universo con il World Amaro Day ospitato proprio nella storica sede milanese.
L’aquila sul mondo e il sogno globale dell’amaro italiano
Alla fine dell’Ottocento un’immagine contribuisce a fissare per sempre l’identità di casa Branca: l’aquila che artiglia la bottiglia con il globo sottostante, disegnata nel 1893 da Leopoldo Metlicovitz, uno dei grandi protagonisti dell’arte pubblicitaria del Novecento. È molto più di un logo: è la metafora perfetta di un amaro italiano che nasce a Milano ma parla al mondo intero.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Nel corso del Novecento, Fratelli Branca Distillerie amplia il portafoglio prodotti – dal Brancamenta al brandy Stravecchio Branca, dal Punt e Mes al Caffè Borghetti – e rafforza la propria presenza sui mercati internazionali, in particolare in Europa, Stati Uniti e Argentina, dove Fernet-Branca diventa parte integrante della cultura popolare.
L’amaro italiano firmato Branca entra nella vita quotidiana: dopo pranzo, dopo cena, al bar di provincia come nei grandi ristoranti, fino ai cocktail bar dove il Fernet diventa un ingrediente feticcio per bartender e appassionati.
La fabbrica di Milano: un’icona industriale che vive nel presente
Oggi lo stabilimento di via Resegone è uno dei complessi industriali storici più affascinanti di Milano: un luogo dove produzione, memoria e contemporaneità convivono. La ciminiera decorata, le facciate segnate dal tempo, le botti monumentali e le linee di imbottigliamento raccontano un’industria che ha attraversato guerre, crisi, boom economici e rivoluzioni di mercato senza perdere la sua identità.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
È qui che, nel 2009, nasce la Collezione Branca: un percorso museale interno alla fabbrica, che occupa oltre 1.000 metri quadrati e si sviluppa tra archivi, materiali pubblicitari, strumenti di produzione e spazi espositivi. Non è un museo “freddo”: è pervaso dall’aroma del Fernet, perché le sale sono intrecciate con le aree produttive.
Collezione Branca: quando la memoria d’impresa diventa esperienza
La Collezione Branca è la chiave per leggere in profondità i 180 anni Branca. Il percorso, riconosciuto tra i musei storici d’impresa e aperto al pubblico con visite guidate, mette in scena non solo l’evoluzione dell’azienda, ma anche un secolo e mezzo di comunicazione, di design e di cultura del bere in Italia.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Tra alambicchi, attrezzi di laboratorio, vecchie etichette e manifesti d’epoca, si ripercorrono:
- le prime bottiglie vendute in farmacia;
- il passaggio alla distribuzione nei supermercati e nei bar;
- i caroselli televisivi che hanno trasformato Fernet-Branca in un’icona pop.
La Collezione Branca non è solo una vetrina celebrativa: è un laboratorio di cultura dell’amaro, dove si capisce come la visione dell’azienda sia stata, fin dall’Ottocento, sorprendentemente moderna. Pubblicità pionieristiche, collaborazioni con artisti, storytelling ante litteram: tutto concorre a costruire quel patrimonio immateriale che oggi consente a Branca di dialogare in modo credibile con bartender, creativi e nuove generazioni.
Dall’amaro da dopopasto alla mixology contemporanea
Una parte importante del racconto dei 180 anni Branca riguarda proprio l’evoluzione dei consumi. Per decenni l’amaro è stato soprattutto il rituale del dopocena: un gesto quasi automatico, legato alla convivialità familiare e ai pranzi domenicali.
Negli ultimi anni, grazie anche al lavoro di brand ambassador, mixologist e bartender italiani nel mondo, l’amaro è tornato protagonista con una veste nuova. Alla base c’è l’idea che un prodotto come Fernet-Branca, nato completo in sé, possa diventare un ingrediente straordinario per drink complessi, capace di dettare il carattere del cocktail e non solo di impreziosirlo.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Nel dibattito che ha accompagnato il World Amaro Day, la cultura dell’amaro viene raccontata proprio così: come un ecosistema in cui convivono tradizione (il bicchierino liscio al bancone) e sperimentazione (l’amaro in miscelazione avanzata), con un filo narrativo comune fatto di erbe, territori, famiglie e imprese che hanno saputo crescere senza snaturarsi.
World Amaro Day: il compleanno che guarda al futuro
Il raggiungimento del traguardo dei 180 anni Branca non è solo un momento celebrativo, ma il punto di partenza per una riflessione più ampia. Ospitando il World Amaro Day nella storica sede milanese, Fratelli Branca Distillerie si propone come casa naturale della cultura dell’amaro, riunendo produttori, istituzioni, analisti e protagonisti della mixology per discutere del presente e del futuro del comparto.
Si parla di mercato, certo, ma anche di formazione, di educazione al bere consapevole, di storytelling, di export e di Made in Italy come valore da raccontare con più coraggio sui mercati internazionali. L’amaro, che fino a pochi anni fa era percepito soprattutto come prodotto locale o regionale, dimostra di avere tutte le carte in regola per diventare ambasciatore globale di un’Italia che sa innovare senza dimenticare le proprie radici.
In questo contesto, la Collezione Branca assume un ruolo simbolico: è la prova tangibile che memoria e innovazione possono convivere nello stesso luogo, dentro la stessa fabbrica, negli stessi spazi in cui si produce ogni giorno.
Un amaro italiano, 180 anni di storie
Guardando indietro, i 180 anni Branca sono la somma di migliaia di storie: quelle dei lavoratori che hanno costruito lo stabilimento mattone dopo mattone, degli erboristi che selezionano le botaniche, dei viaggi oltreoceano per aprire nuovi mercati, dei baristi di provincia e dei bartender di New York, Buenos Aires o Tokyo che hanno portato l’amaro nel bicchiere di generazioni diverse.

180 anni di Branca: dalla distilleria di Milano alla storia di un amaro italiano nel mondo
Guardando avanti, la sfida è continuare ad alimentare questa cultura dell’amaro in modo coerente e contemporaneo: attraverso progetti culturali, nuove collaborazioni, eventi come il World Amaro Day, ma anche attraverso l’esperienza concreta di una visita in fabbrica, tra botti secolari e poster d’epoca, dove la Collezione Branca trasforma una storia d’impresa in una narrazione immersiva.
In fondo, il segreto di questo amaro italiano che ha conquistato il mondo sta tutto qui: saper rimanere fedele a se stesso, continuando a cambiare. Esattamente come recita da sempre il motto di casa: “Novare Serbando”.

