testo di Elena Gandini

Vasco Rossi sostiene da sempre che le canzoni non si spiegano, si ascoltano e si sentono. Ognuno poi se le indosserà come gli pare, mettendoci un suo proprio significato. È anche noto che negli ultimi anni (almeno dal 2007, “Basta poco”) le sue “urgenze Kom-unicative” arrivano puntualmente per singoli e corrispondono sempre a una puntata della sua vita.

Ti racconta come vanno le cose. Adesso …che “la nottata è passata”.  Non ipoteca il futuro, per un album c’è tempo…arriverà.

Ed eccolo tornare con “Se ti potessi dire” (testo e musica suoi): una nuova canzone fortemente autobiografica, sfacciata e toccante per la sua verità. Una ballata ispirata, di quelle (forse), destinate a entrare nella sua storia come le sue tante canzoni.  Vissuta e maturata in tutti questi anni di cambiamenti e, improvvisamente, venuta fuori già con le parole.

 

 

Accenni a questo brano si trovano in interviste del 2009, dove era ben chiara in testa e ne parlava come della “quarta canzone della mia vita”, alludendo a “Sally” e a “Un Senso”, oltre che a “Vita spericolata” ovviamente.

Il miracolo” si è avverato ancora una volta ma non sarà facile scriverne un’altra così”-  confessa dal suo Instagram – “non vedo l’ora che l’ascoltiate” .

Chi è “Kom-patibile” (sembrerà strano ma ancora oggi Vasco Rossi è “di” tutti ma non è “per” tutti) e lo segue dall’inizio, chi è cresciuto come e con lui e ne ha condiviso le rinascite, il suo variopinto popolo insomma, aspetta con ansia ogni nuova uscita del Blasco, forse un po’ di più questa che lui stesso ha definito come ”ultima” e “definitiva” (nel libro “Le mie emozioni Non Stop” con la linguaccia in copertina).

 

Vasco Rossi

 

“Certo, “Ultima” in ordine di tempo e “Ultimata” dal fantastico arrangiamento del M.ro Celso Valli”, racconta sornione Vasco Rossi sempre sui suoi profili, dove si relaziona con i suoi fan. “Se ti potessi dire” arriva a chiusura di un’era e insieme con la consapevolezza di entrare in una nuova fase artistica: VASCO 4.0. Tutto da scoprire e da scrivere ancora, così come il record mondiale di Modena Park ha rappresentato il punto di non ritorno tra passato e presente, questo brano costituisce il ponte, il passaggio definitivo tra passato e futuro.

Non ha mezze misure quando scrive e canta le sue ballate, è senza pudore onesto e sincero, fino in fondo: usa espressioni forti, immagini e metafore “esagerate” come è nel suo stile, quando arriva lui dà una bella scossa di adrenalina a cervello cuore e stomaco, tutti sintonizzati sulle sue stesse onde. Coraggioso, racconta cose scomode, che daranno fastidio a qualcuno, forse. Ammette che “l’inferno della mente” “esiste veramente”, per chi, almeno, non ha la consolazione della fede e non si aspetta che ci sia nell’al di là qualche cosa, chissà.

 

 

A fine novembre, invece, arriva nei cinema IL FILM che racchiude questi ultimi due trionfali tour, 2018 e 2019, 18 date per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi e trionfatore dell’estate per due anni consecutivi. Esce il 6 dicembre, il doppio album/dvd del Record dei 6/6 concerti a Milano, Sansiro.

Ma non finisce qui: in previsione sta lavorando già anche al Vasco non stop festivale 2020 di cui mancano solo le date, che arriveranno presto, ma confermata è già la partenza da FIRENZE ROCKS, a cui si aggiunge l’autodromo di IMOLA.

Nel frattempo, è già on air la nuova hit.