Testo di Federica Taiana | Foto Gpiazzophotography
Accanto alle più visitate Siviglia, Granada e Malaga, nell’Andalusia occidentale sorge una città gioiello che conserva con fierezza la sua forte identità. Jerez de la Frontera.
Piccolo centro dal fascino senza tempo, Jerez , il cui nome deriva dalla forma araba “Sherish”, testimonianza del passato musulmano è conosciuta come la culla dell’arte del flamenco. Per gli eleganti cavalli e per ospitare il circuito della Moto GP. Ma ciò che attira visitatori da ogni provenienza è la produzione dell’eccellente vino liquoroso Jerez (o Sherry). Questo rende la cittadina meta ambita dal turismo eno gastronomico mondiale. Grazie al clima condizionato dall’influsso dell’Oceano Atlantico e al territorio circostante ricco di sedimenti minerari, la città andalusa è diventata la capitale del cosiddetto “triangolo dello Sherry”. Compreso tra Jerez de la Frontera, El Puerto Santa Maria e Sanlucar de Barrameda.
Un tour di degustazione tra le bodegas di Jerez è d’obbligo per chiunque ritenga che la conoscenza di un luogo passi anche attraverso il palato e un buon bicchiere di vino.
ORIGINI DEI VINI DI JEREZ
Si dice che le prime viti furono portate nel territorio dai Fenici che producevano un vino fortemente alcolico. Apprezzato poi dai Romani che ne contribuirono alla conoscenza al di fuori dei confini nazionali. Durante l’occupazione araba si continuò a consumare vino, nonostante la proibizione del Corano.
La vera svolta avvenne a partire dal XIV secolo. Quando la bevanda alcolica iniziò a essere esportata in Inghilterra dove fu talmente gradita da modificare il nome nell’anglosassone “sherry”. Da quel momento, impresari inglesi iniziarono a trasferirsi nella zona di Jerez per fondare proprie cantine di produzione. Intraprendendo scambi commerciali tra i due Paesi, seguiti poi da scozzesi, irlandesi, francesi e olandesi.
Lo Jerez fu il primo vino spagnolo a ottenere la Denominaciòn de Origen (DO), garanzia di qualità e di autenticità che deriva da un’attenta produzione secondo un procedimento originale: l’invecchiamento dello Jerez avviene in botti riempite a metà per permettere il contatto con l’aria e sviluppare lieviti o flor che ne assicurino la protezione dal processo ossidativo, mantenendo intatto il sapore caratteristico. Inoltre viene eseguito un sistema di “soleras y criaderas” con travasi di vini giovani nei vecchi per preservare una qualità omogenea e stabile nel tempo.
I vini di Jerez – perché se ne parla al plurale – variano a seconda delle caratteristiche dell’uva e dell’invecchiamento: che si tratti di Jerez fino – più delicato, dal colore chiaro – o Jerez oloroso – più robusto, dal colore intenso –, il vino si è dimostrato fonte di ricchezza e di successo per la regione. Una regione stretta tra il vento dell’oceano e il torrido entroterra. Caratterizzata da paesaggi da togliere il fiato, una cucina dal sapore genuino e un ricco patrimonio storico.
SULLA VIA DEL SAPORE
La storia dello Jerez è strettamente connessa a quella della regione e passeggiando tra le caratteristiche vie della città o muovendosi nei dintorni è evidente come il vino, ancora oggi, abbia un ruolo centrale nella vita degli abitanti del luogo.
Trascorrere qualche giorno a Jerez de la Frontera permette un’esperienza immersiva nella vera cultura spagnola.  Qui è il prodotto dell’uva – vera istituzione della zona – a fare da protagonista. Una visita al fresco delle cantine, un soggiorno di puro relax in una casa di campagna immersa nelle vigne.  Lezioni su cibo e vino sono attività capaci di coinvolgere tutti i sensi.
González Byass, Fundador Pedro Domecq e Sademan sono i nomi delle bodegas più note. Ma sono quelle al di fuori dell’area urbana a regalare le esperienze più autentiche, lontane dal turismo di massa.
Un’occasione in più per salire a bordo dell’auto, accendere lo stereo e viaggiare senza pensieri tra le campagne del sud della Spagna. Respirando con il finestrino aperto il profumo della natura mentre il sole scotta la punta del naso. E allora, che cosa volere di più?
Un bicchiere di vino di Jerez

 

In western Andalusia there is a jewel-town that proudly retains its strong identity: Jerez de la Frontera.
Small centre with timeless charm, Jerez– whose name derives from the Arabic form “Sherish”, testimony of the Muslim past. Is known to be the cradle of the art of flamenco, for the elegant horses. And to host the Moto GP circuit. But what attracts visitors from all backgrounds is the production of the excellent Jerez (or Sherry). Liqueur wine which makes the town a popular destination for food and wine tourism worldwide. The climate, is conditioned by the influence of the Atlantic Ocean and the surrounding territory rich in mineral sediments. So the Andalusian city, has become the capital of the so called “Sherry triangle”.  Jerez de la Frontera, El Puerto Santa Maria and Sanlucar de Barrameda.
A tasting tour among the bodegas of Jerez is a must for anyone who believes that the knowledge of a place also passes through the palate… and a good glass of wine.
ORIGINS OF JEREZ WINES
It is said that the first vines were brought into the territory by the Phoenicians who produced a strong alcoholic wine, appreciated then by the Romans who contributed to the knowledge outside the national borders. During the Arab occupation wine continued to be consumed, despite the prohibition of the Koran.
But the real turning point came from the 14th century, when the alcoholic beverage began to be exported to England where it was so pleasing to change its name in the Anglo-Saxon“sherry”.From that time on, British businessmen began to move to the Jerez area to set up their own production cellars and undertake trade between the two countries, followed by Scots, Irish, French and Dutch.
Jerez was the first Spanish wine to obtain the Denominaciòn de origen (DO), a guarantee of quality and authenticity derived from a careful production according to an original process: Jerez aging takes place in half-filled barrels to allow contact with the air and to develop yeast or flor to ensure protection from oxidative process, keeping intact the characteristic taste. In addition, a system of“soleras y Criaderas” with the racking of young wines in the old to preserve a homogeneous and stable quality over time.
The wines of Jerez– because it is spoken about in the plural – vary depending on the characteristics of the grape and the aging: whether it is Jerez up to– more delicate, light color– or Jerez colored–– wine has proved to be a source of wealth and success for the region. A region between the wind of the ocean and the torrid hinterland, characterized by breathtaking landscapes, a cuisine with a genuine taste and a rich historical heritage.
ON THE WAY TO TASTE
The history of Jerez is closely connected to that of the region and walking through the characteristic streets of the city or moving in the surroundings is evident how the wine, still today, has a central role in the life of the inhabitants of the place.
Spend a few days in Jerez de la Frontera allows an immersive experience in the true Spanish culture. Where is the product of the grape  true institution of the area – to be the protagonist.  A visit to the cool of the cellars, a stay of pure relaxation in a country house surrounded by vineyards. Food and wine pairing lessons are activities that involve all the senses.
González Byass, Fundador Pedro Domecq and Sademan are the names of the most famous bodegas. But they are those outside the urban area that give the most authentic experiences, far away from mass tourism.
An extra opportunity to get on the car, turn on the stereo and travel carelessly through the countryside of southern Spain, breathing with the window opened the scent of nature while the sun burns the tip of the nose. So what more do you want?
A glass of Jerez wine

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